Copenaghen e Bergen parte prima

Glitters and Chocolate

QUARTIERE DI NYHAVN

L’estate scorsa eravamo molto indecisi sulla meta delle vacanze. Le uniche cose che ci interessavano erano andare in posto dove ci fossero temperature miti per scappare dalla calura che ha soffocato l’Italia ed appagare il nostro desiderio di visitare posti nuovi.

Quindi abbiamo pensato che volare nel nord-Europa sarebbe stata la soluzione migliore: le destinazioni per i nostri 10 giorni di ferie, sarebbero state Copenaghen, in Danimarca e la cittadina di Bergen in Norvegia.

Partiamo con il nostro volo Ryan Air da Bergamo alla volta della capitale danese: abbiamo alloggiato in un albergo in zona Nyhavn, quindi praticamente in centro. Si tratta del Wake-Up Copenaghen, un hotel aperto da pochissimo, con stanze minuscole, ma in cui non mancava proprio niente. Lo consiglio.

Abbiamo avuto la fortuna di trovare bel tempo sempre, e di goderci appieno la città.

Ma partiamo proprio dal quartiere di Nyhavn: è una zona molto movimentata e alla moda dov’è possibile trovare tantissimi ristoranti (a Copenaghen non si muore sicuramente di fame), pub e discoteche.

Vicino a questo a questo quartiere si arriva comodamente a piedi al Kastelet la zona dove è possibile vedere la Sirenetta (non lo sapevo, ma i Danesi non la amano particolarmente, anzi è spesso soggetta ad atti vandalici).

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Il Kastelet è una fortezza a forma di stella e i suoi verdi bastioni racchiudono caserme settecentesche.

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Vicino alla zona del porto, troviamo anche Amalienborg Slot, formato da 4 palazzi disposti intorno ad una piazza, è la residenza della famiglia reale danese. Da lì è possibile ammirare anche Marmorkirken, la Chiesa di Marmo. La cupola evidentemente si ispira a quella di San Pietro a Roma.

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La città si visita molto agilmente anche a piedi, ma è possibile utilizzare la metropolitana, i bus e i taxi boat che collegano i vari quartieri. E’ anche possibile noleggiare delle biciclette.

Un modo molto carino è quello di fare un tour in barca: noi lo abbiamo fatto ed abbiamo passato alcune ore molte piacevoli. La guida ci ha dato un’infarinatura sui vari monumenti e quartieri e lo abbiamo trovato molto interessante. Al porto di Nyhavn troverete escursioni in barca di tutti i tipi, in quasi tutte le lingue e per tutte le tasche.

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To be continued ….

La misura della felicità di Gabrielle Zevin

 

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NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA OGNI LIBRO E’ UN MONDO

Oggi vorrei parlare di questo bellissimo libro che consiglio:

  1. a chi ama i libri e la lettura
  2. a chi sta passando un periodo un po’ difficile
  3. agli ottimisti
  4. ai pessimisti

Il romanzo parla di A.J. Fikry, un uomo che è diventato scontroso e insofferente verso gli abitanti dell’isola dove vive e stanco della libreria che gestisce dopo la tragica morte della moglie.

A.J. non sopporta più i clienti e i libri che vende, anche perchè non è il solito venditore di libri “best sellers” che odia ed è stanco che gli chiedano sempre sconti!

Tutto cambia quando A.J. trova nella sua libreria Maya, una bambina abbandonata dalla madre e decide di adottarla. Maya divora tutti i libri e questo invoglia A.J. a ricominciare ad amarli ed a vivere. Troverà un nuovo amore e riallaccerà i rapporti con i membri della comunità in cui vive e con la sua famiglia.

C’è una frase bellissima nel libro che vorrei citare ed è:

“Non siamo le cose che raccogliamo, che acquistiamo, che leggiamo. Per tutto il tempo che passiamo qui, sulla Terra, siamo solo amore. Le cose che abbiamo amato. Le persone che abbiamo amato. E tutto ciò …. penso che continui a vivere”.

Non credete che sia proprio così?

 

Nuova categoria: Gravidanza gemellare

Oggi vorrei inaugurare una nuova categoria, visto la nuova fase della vita che sto attraversando.

Non voglio impressionare nessuno parlando dei rischi e delle fatiche della gravidanza (in particolare quella gemellare), in quanto è sufficiente scrivere su google, “gemelli” e si scatena l’inferno: liste su liste di disgrazie, ma io voglio raccontare solo il lato positivo.

Volevo cominciare parlando di come siamo arrivati a questa condizioni (cioè non voglio spiegare “il procedimento”, suppongo che lo sappiate), ma di come abbiamo accolto la notizia. Sì perché non è facile assorbire l’annuncio del medico che ti dice: “oh ma guarda ci sono due sacchi”. E tu rimani lì che lo guardi e gli chiedi “ma in che senso?”

Quando realizzi che la tua famiglia passerà da 2 a componenti ed in realtà ti immaginavi di arrivare al massimo a 3, partono tutte le paranoie immaginabili, soprattutto se come me, non sei una di quelle donne che da tutta la vita sognano di avere figli.  Non ho mai avuto uno spiccato istinto materno e non sono mai stata di quelle ragazze che quando vedono un neonato corrono a guardarlo e a fare mille domande alla madre. Mi annoiavo a morte quando le mie amiche mi ammorbavano con le loro nausee prima e storie di notte insonni e problemi sui neonati (lo dico nonostante tutto il bene che voglio a loro ed ai loro figli che considero nipotini…).

Voglio dire che la decisione di avere un figlio è stata ponderata, ci abbiamo riflettuto e madre natura ha messo non pochi ostacoli al raggiungimento dell’obbiettivo, facendoci capire quanto in realtà desiderassimo un nanerottolo per casa.

Passata la prima fase di paranoie (riusciremo a mantenerne 2? e quando devono mangiare e piangono nello stesso tempo che si fa? come mi organizzo con il lavoro? …..) ora posso dire che sono stra-felice che siano due. Mio marito lo è stato da subito ed ora siamo infinitamente grati di questo dono.

 

Finalmente a casa

Sono passati alcuni anni da quando abbiamo comprato il nostro appartamento e finalmente posso dire che siamo riusciti ad arredarlo e a creare l’atmosfera che desideravamo. Ci sono ancora dei piccoli accorgimenti da sistemare, ma nel complesso mi ritengo soddisfatta.

Soggiorno:

I miei rosetti preferiti (in questo periodo)

Il mio amore incondizionato per i rossetti è nato circa 2 anni fa. Prima di allora preferivo truccarmi solamente gli occhi e puntare tutto sullo sguardo. Sulle labbra mettevo un gloss trasparente o al massimo un rossetto nude. Il risultato finale non mi dispiaceva, ma in una giornata di shopping in profumeria con un’amica,  mi sono lasciata convincere  ed ho acquistato il mio primo rossetto di un colore deciso. Era un bellissimo fucsia. Ho iniziato ad utilizzarlo e ho visto che risultavo molto più luminosa ed anche il mio sguardo risaltava di più. Senza contare l’effetto sul mio umore. È inutile negare e questo è stato studiato dalle case cosmetiche, che il prodotto più venduto anche in periodo di crisi economica,  rimane il rossetto. Perché? Per l’effetto che fa una volta indossato. La sensazione di benessere,  la piccola coccola di essersi prese cura di noi stesse con un gesto semplice e veloce,  non vedersi il viso spento ma ravvivato dal nostro colore preferito ci fanno sentire a nostro agio. Confesso che io lo indosso anche quando sto in casa……. va beh sono un caso patologico….

Ecco i rossetti che sto indossando di più in questo periodo:

Clarins Joli Rouge 743 “Cherry Red”

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Quello che colpisce di questo rossetto è il profumo di ciliegia che svanisce una volta applicato, l’ottima cremosita’ e la durata (circa 3 ore sempre che non si mangi/beva).

Kiko Double touch lipstick 108:

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È diviso in due parti: una contiene il colore ed ha un applicatore da gloss, la seconda è il lucidalabbra da applicare una volta stesa la base colore tramite un pennellino. La durata è di circa 2 ore e poi è sufficiente applicare nuovamente il lucidalabbra. È più difficile da levare, infatti sembra più una tinta labbra.

Estee Lauder Pure Color Envy 460 Brazen:

 

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Il colore non è così acceso come può sembrare, ma non è nemmeno un nude un po’ rosino. È cremoso, facile da stendere e morbido sulle labbra. Dura 2/3 ore.

Ecco l’effetto colore dei 3 lipstick. Il primo, partendo dall’alto è quello di Kiko, il secondo Estee Lauder ed il terzo Clarins. A voi la scelta!

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San Valentino in semplicità

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Oggi é San Valentino e come dimenticarselo! é da una settimana che tra pubblicità in tv e sui giornali, programmi televisivi, tutorial sul web e sui social dove ci insegnano a vestirci, pettinarci, truccarci e preparare dolci al cioccolato a forma di cuore, non si parla d’altro. Sembra che gli altri giorni dell’anno puoi uscire con il tuo fidanzato con il mollettone in testa e la tuta del liceo che tanto fa lo stesso, ma la sera di S.Valentino eh no! Devi essere un’altra e devi saper pure cucinare!!! Con il rischio che quando il fidanzato ti passa a prendere sei talmente diversa dagli altri giorni che pensa di aver sbagliato indirizzo. Va be’ W il marketing.

Detto questo volevo parlare di come solitamente mi piace passare la sera di S.Valentino.
In modo molto semplice, preparando una cenetta con le mie mani e riempendo la casa di candele. Da quando viviamo insieme non andiamo più al ristorante anche perché i prezzi aumentano inspiegabilmente come a Capodanno  e l’atmosfera romantica non esiste.
Quest’anno, per noi S.Valentino é ancora più speciale, perché é l’ultimo in cui saremo noi due soli.

Mentre scrivo il mio maritino sta montando la cameretta delle bimbe che abbiamo preso all’ikea e che ci hanno consegnato questa settimana. Non avrei mai pensato di dirlo ma questo é un bellissimo regalo per me, perché quando guardo quella stanza che fino a ieri sembrava un ripostiglio dove nascondevo il nostro disordine/ciarpane e che piano piano si sta trasformando nella camera delle nostre figlie, mi sento piena di gratitudine, felicità e AMORE.

Ok, basta essere sdolcinati, vi lascio il menù di oggi, giusto come suggerimento :-P.

Primo: Paccheri al forno con crema di carciofi.

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La foto non rende giustizia alla bontà di questo piatto

Qui sotto la ricetta completa:

http://blog.giallozafferano.it/loti64/paccheri-ai-carciofi/

Secondo: Orata al sale

1Orata grande o 2 piccole già pulite
Sale grosso
Salvia, rosmarino, aglio

In una pirofila fare uno strato di sale grosso, adagiare l’orata e guarnirla con le erbe e l’aglio mettendoli nella pancia del pesce. Coprire con abbondante sale grosso. Bagnare leggermente la crosta. Cuocere in forno a 200 gradi per 30 minuti

Dolce: Panna Cotta con salsa alle fragole

500 ml di panna
Baccello di vaniglia
3 fogli di colla di pesce
200 gr di fragole
Succo di mezzo limone
4 cucchiai di zucchero

Far bollire la panna con la vaniglia: nel frattempo mettere in ammollo con un po’ di acqua fredda i fogli di colla di pesce. Una volta che si sono ammorbiditi aggiungerli alla panna tolta precedentemente dal fuoco. Mettere il composto nei pirottini d’alluminio (quelli x i muffin) ed una volta raffreddati metterli in frigo per 5 ore.
Per la salsa frullare le fragole con il succo di mezzo limone e lo zucchero.

Buon San Valentino!

Finalmente il sole

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Oggi é una giornata splendida, piena di luce che mi ha fatto pensare che é il momento giusto per riprendere a scrivere sul mio blog. Sì il mio spazio, quello che avevo creato tempo fa per divertirmi, per appuntare le cose che più mi piacciono e ricordarmi sempre che le cose semplici, sono quelle che mi rendono più felice.

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La prima farfalla dell'anno

In questi ultimi mesi non avevo letteralmente la forza per rimettermi a scrivere, la mente completamente vuota dopo ogni giornata di lavoro ma dentro di me pulsava il desiderio di riprendermi il mio spazio. E oggi ho deciso che non potevo più aspettare e devo essere sincera, molto timidamente ricomincio a scrivere.
Qualcosa é successo, qualcosa di bellissimo e tanto desiderato…. sono incinta! e proprio mentre sto scrivendo le mie bimbe si stanno muovendo nella mia pancia.

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Questa foto l’ho scattata lo scorso dicembre e se la mia pancia allora mi sembrava enorme, ora mi sembra quella di una principiante!

Chissà cosa mi aspetta in questo fantastico e pazzesco nuovo viaggio?!