Acquisti Smart

Non c’è niente che mi da più soddisfazione che comprare dei vestiti, proprio come li desideravo ad un prezzo che ritengo giusto.

Così la scorsa settimana ho visto in vetrina questa giacchina da Zuiki e mi è piaciuto tantissimo il colore. Avevo anche bisogno di una giacca da portare in questo periodo e volevo spendere  meno possibile… quando ho visto che il prezzo era € 19,90, sono entrata senza indugio.

 

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Va be’ poi ci ho preso un attimo la mano ed ho visto questa gonnellina in felpa, al ginocchio …..

 

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Costo € 14,90!

Non vedo l’ora di indossarla!!!

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Vi ho trovate!

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Finalmente, ho trovato le scarpe che immaginavo nella mia mente ma che non riuscivo a vedere nei negozi (ad un prezzo abbordabile per me…).

Non volevo le solite ballerine, mi piaceva di più un modello a punta, una specie di decoltée senza tacco.

Le ho acquistate in un negozio che suppongo sia una catena, ConTe, per € 29,90! Sono di pelle, ed hanno un inserto di vernice. Le adoro!

 

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Flan di branzino

 

 

flan finito

Per 2 persone:

200 gr di filetto di branzino

3 albumi

un po’ di panna liquida

5 gamberi

1 zucchina

burro per imburrare gli stampini

peperone scottato

sale,pepe

Per la salsa:

panna

sale,pepe

bustina di zafferano

1 tuorlo

Procedimento:

Ungere con il burro gli stampini e foderarli con alcune fettine di zucchine e mettere un gambero.

Frullare nel minipimer i filetti di pesce, gli albumi, sale, pepe ed aggiungere un po’ di panna se il composto non è troppo liquido. Aggiungere i peperoni tagliati a dadini, precedentemente abbrustoliti e senza pelle.

Aggiungere il composto negli stampini e cuocere a bagnomaria in forno a 160° per circa 30 minuti.

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Preparare la salsa scaldando la panna e salandola e pepandola. Toglierla dal fuoco e aggiungere il tuorlo (attenzione che non cuocia) e lo zafferano.

Veramente buono e molto semplice da preparare.

 

L’arte delle liste di Dominique Loreau

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Dominique Loreau è una scrittrice francese che vive in Giappone.

Proprio dalla terra del Sol levante e dalle filosofie orientali ha appreso l’arte del fare liste e l’ha riproposta a noi Occidentali.

La teoria del libro è che grazie allo scrivere in modo semplice, coinciso, senza troppo fronzoli una serie di liste è possibile migliorare la nostra vita.

Possiamo fare liste per semplificarci la vita e organizzare meglio le incombenze quotidiane, per imparare a valorizzarci, per prenderci cura di noi stessi, per elencare i nostri piaceri.

L’autrice sostiene che le liste sono più “terapeutiche” di un diario, dove spesso si è troppo prolissi e ci si perde a raccontare solo le nostre disgrazie: io credo che sia vero, ho provato a scrivere diari sui miei stati d’animo, ma invece di aiutarmi a superare alcuni momenti negativi ci rimuginavo sopra ancora di più e non mi sentivo per niente meglio.

Così ho deciso di intraprendere questa strada, mi sono comprata il mio taccuino ed ho cominciato a scrivere liste in base ai suggerimenti del libro. Ogni tanto le rileggo e così non perdo di vista i miei obiettivi, analizzo i miei sentimenti in modo più realistico e tengo sotto controllo tutte le attività della giornata senza sprecare risorse mentali per ricordare cosa devo cucinare per cena o se manca qualcosa in casa.

Una lista di stati d’animo permette di mettere nero su bianco quello che si prova e si riesce a vedere con maggiore distacco quello che proviamo dandogli il valore che deve avere quel momento della nostra vita.

Mi piacciono i riferimenti alla cultura giapponese, al Buddismo e mi piace la semplicità e la chiarezza con le quali è scritto il libro.

Il concetto che ricorre praticamente ad ogni pagina del libro è che la vita è nelle nostre mani e che siamo noi i responsabili di come la conduciamo: la viviamo veramente come vogliamo? ci sono degli schemi mentali che ci fanno soffrire e che riproponiamo ogni volta che viviamo un particolare evento? quali sono le cose che ci rendono felici? ci ricordiamo di praticare la felicità?

Mi piace molto una frase che ho letto nel libro e cioé che possiamo colorare la nostra vita del colore che ci piace di più……. il mio è il rosa, il vostro qual è?

 

Tutto può cambiare

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Qualche settimana fa abbiamo guardato “Tutto può cambiare” un film del 2014 con Keira Knightely, Mark Ruffalo e Adam Devine il cantante dei Maroon 5.

Il film è veramente molto carino, è una storia di rinascita, sul credere in se stessi per realizzare i propri sogni ed è molto romantico.

Greta e Dave sono due fidanzati dai tempi del liceo, che amano la musica. Insieme compongono musica, scrivono testi, e Dave canta i pezzi che nascono dalle loro idee.

Partono per New York, perchè Dave ha firmato un contratto con una famosa casa discografica ed insieme vogliono realizzare i loro sogni. Purtroppo la fama fa dimenticare a Dave l’amore per Greta e lei inizia la sua carriera senza di lui.

Il caso vuole che incontri Dan, un discografico fallito, ed insieme, senza un soldo incidono un disco registrandolo per tutto l’East Village. Il successo è alle porte con un finale a sorpresa.

La colonna sonora è stupenda ed anche i tantissimi angoli di New York.

C’è un altro aspetto per cui vale la pena di vedere il film ….. i vestiti di Keira! Alterna un look un po’ maschile, a vestitini iperfemminili senza mai indossare i tacchi. E’ veramente bellissima, elegantissima nella sua semplicità. Da trarre ispirazione:

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A me piacciono i vestitini rossi, e l’outfit della bicicletta, casacchina -pantaloni. Quali sono i vostri preferiti?

Mostra Joan Mirò: L’impulso creativo

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Il mese scorso sono stata alla Mostra di Mirò a Mantova a Palazzo Té (per info miromantova.it e la mostra sarà aperta fino al 03 maggio) .

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Abbiamo deciso di visitarla per pura curiosità, perchè non sono competente sull’argomento surrealismo, ma ne è valsa veramente la pena.

Con l’audioguida si possono comprendere le tecniche, le linee, il perchè del motivo di certi simboli che l’artista amava tanto.

La mostra dura un’ora, ci sono sculture, dipinti e si fa una vera full immersion nel colore e nella creatività. Da vedere.

 

 

 

Innamorarsi in un giorno di pioggia di Jojo Moyes

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Jojo Moyes è una scrittrice inglese che ha pubblicato diversi Best sellers.

I suoi romanzi sono prettamente storie d’amore, ne ho già letti diversi in cui le vicende delle protagoniste si snodano in tempi storici diversi per poi ricongiungersi alla fine della storia.

Il mio libro preferito in assoluto è stato “Io prima di te” che vi consiglio e del quale parlerò prossimamente.

Ho voluto comprare il suo romanzo d’esordio, “Innamorarsi in un giorno di pioggia” perché solitamente quando mi piace uno scrittore cerco di comprare tutti i suoi romanzi, finché non mi stanco e l’autore non mi stupisce più.

Comunque, questo romanzo non mi ha particolarmente colpita, è una storiellina piacevole, senza tanti colpi di scena che un lettore si dimentica dopo qualche giorno che lo ha finito.

Solitamente quando leggo un libro, mi “innamoro” dei personaggi, voglio conoscerli ed essere coinvolta nelle loro emozioni.

In questo caso non mi è successo, perchè le protagoniste femminili sono un po’ vuote e poco interessanti e francamente non sono una tipologia di donne che stimo particolarmente.

Il romanzo racconta la storia di tre donne, Joy la nonna, Kate la figlia di Joy e la sedicenne Sabine figlia di Kate.

Sabine vive con la madre a Londra e viene mandata a passare le vacanze estive dai nonni in Irlanda, in quanto Kate deve sistemare le sue faccende sentimentali. Kate è la classica donna che non riesce a stare senza un uomo, vive le relazioni con superficialità e non ha molta fiducia in se stessa. Ha lasciato l’Irlanda giovanissima, a diciotto anni, incinta, perchè la sua famiglia non aveva accettato la gravidanza.

Joy è la nonna di Sabine e vive con il marito malato in una tenuta in Irlanda dove alleva i cavalli. E’ una donna molto rigida ed inflessibile, che impartisce a Sabine una serie di regole di “convivenza” che la nipote adolescente ribelle non tollera. Dopo un primo momento di scontri tra la ragazza e la nonna si instaura un rapporto vero, e Sabine per la prima volta sente di aver trovato una famiglia.

Alla morte del padre, Kate, è costretta a tornare dalla sua famiglia e finalmente affronta la madre e chiude il cerchio con il proprio passato. Le tre donne riescono finalmente a costruire e ritrovare un vero legame.